Le traduzioni scritte di documenti bulgari destinati al Portogallo non seguono sempre la stessa procedura di certificazione. La forma corretta dipende dal tipo di documento, dalla finalità e dai requisiti dell’autorità portoghese che lo riceve. La certificazione da parte dell’Ambasciata del Portogallo a Sofia non è quindi un passaggio obbligatorio per ogni traduzione.
Il regolamento (UE) 2016/1191 si applica a determinati documenti pubblici che circolano tra Stati membri. Riguarda specifici atti relativi a stato civile, residenza, cittadinanza e assenza di precedenti penali ed elimina l’obbligo di apostille o legalizzazione. Ad alcuni documenti può essere allegato un modulo standard multilingue, riducendo la necessità di una traduzione separata.
Se il documento non rientra nel regolamento, come determinati titoli di studio, documenti societari o altri atti ufficiali, può essere richiesta un’apostille dell’autorità bulgara competente. Bulgaria e Portogallo aderiscono alla Convenzione dell’Aia sull’apostille; per gli atti compresi, l’apostille sostituisce di norma la legalizzazione consolare completa.
La traduzione viene normalmente preparata in portoghese, ma la modalità ammessa per certificare la firma del traduttore e l’accettazione di una copia elettronica o cartacea dipendono dal destinatario. Alcune autorità accettano una traduzione certificata eseguita in uno Stato membro, altre richiedono una forma precisa o un’ulteriore autenticazione.
La Fit Trans verifica autorità emittente, finalità e requisiti del destinatario, organizza la traduzione e coordina l’apostille o la certificazione necessaria. Il preventivo distingue traduzione, spese amministrative e corriere e descrive il fascicolo esatto destinato al Portogallo.

